Lago di Martignano

Il lago non ha emissari. La profondità massima è di circa 60 metri. Si presenta con una forma regolarmente ellittica ed il ricambio delle acque è prodotto soltanto dalla pioggia. 

Occupa un'area di 2,440 km quadrati, quindi è davvero piccolo e facilmente fruibile, e si trova a 205 metri sopra il livello del mare. Le bonifiche, prima romane e poi dell'800, hanno prosciugato gli alvei dei vicini laghi di Baccano e Stracciacappa.

L’Ambiente acquatico è definito l'insieme di tutte le masse di acqua, siano correnti come fiumi e torrenti o ferme come laghi e paludi.

Martignano, origine vulcanica

A differenza del lago di Bracciano, quello di Martignano è un lago craterico, generato da esplosioni freatiche, legate cioè all’interazione tra la falda acquifera superficiale e il magma in risalita. Le esplosioni derivano dalla venuta a contatto del magma con l’acqua di falda e l’energia derivante dal repentino passaggio di stato dell’acqua da liquido a vapore, con aumento di volume di circa 100 volte, è il motore ha prodotto l’esposione e la rapida risalita del magma, frammentato in minutissimi elementi, praticamente cenere..

Il cratere che ospita il lago di Martignano sembra essersi formato in seguito di almeno tre eruzioni freatomagmatiche ed è considerato l’ultimo centro attivo del Distretto Vulcanico Sabatino. Anticamente era noto come Lacus Alsietinus. Il livello del lago ha subito nel corso della storia continue variazioni, testimoniate dal ritrovamento di querce fossili sommerse (che vanno a costituire la foresta fossile che giace nelle profondità del lago) e dal ritrovamento, ben 32m al di sopra dall’attuale livello del lago, di una struttura lignea e di tracce di fuochi, che indicano tale quota come l’antica riva